Il progetto per i “servizi sociali per i lavoratori del porto di Napoli” detto anche “casa del portuale”, lavoro eseguito tra il 1968 e il 1980 a Calata della Marinella nella Zona Est del porto di Napoli, sancisce il riconoscimento dei comportamenti irrazionali, della libertà di espressione e della multidisciplinarietà in netta simbiosi con l’idea di una “città che accade”.